Che cos’è la servitizzazione (o meglio la digital servitization)?

Servitizzazione, innovazione e digitalizzazione

Fin dalla costituzione della società nel 1999 siamo sempre stati coinvolti in progetti di digitalizzazione e in generale di introduzione di nuove tecnologie in grado di rafforzare il posizionamento competitivo dei nostri Clienti, di valorizzare il capitale umano semplificando ed efficientando i processi.

Il tema della servitizzazione, o meglio della digital servitization, è per noi la naturale espressione delle competenze del team, da un lato in marketing strategico, pianificazione e finanza, dall’altro in digitalizzazione a supporto del business.   

Per completare l’offerta di servizi in una logica di accompagnamento dalla strategia alla finanza, nel 2020 è stato stretto un accordo di partnership strategica con il team degli inventori di Paradigmix, un brevetto per offrire un modello di gestione del rischio e della performance di asset industriali in regime di digital asset servitization, concepito con l’obiettivo di gestire l’integrità, la performance, la competitività e la sostenibilità ambientale dei contratti di servizio.

Consapevoli dell’importanza di questo tema per il nostro tessuto industriale stiamo facendo un’azione di informazione e sensibilizzazione sul tema della digital servitization e sull’importanza di questa nuova figura professionale del Servitization Manager nel sito www.servitizationmanager.eu

Oggi possiamo contare  nel nostro team 7 Innovation Manager e 3 Servitization Manager. In particolare, Alessandra Gruppi è il primo Servitization Manager certificato in Europa CEPAS – Bureau Veritas grazie alla collaborazione come esperto di business innovation al progetto Things+, capitanato da Friuli Innovazione.

Per scoprire la metodologia Things+ CLICCA QUI.

Che cos’è la servitizzazione (o meglio la digital servitization)?

La “servitizzazione” è la strategia con la quale si offre ai clienti dei servizi a valore aggiunto integrati nei prodotti e tali da far perdere il concetto di prodotto stesso. Potrebbe trattarsi del servizio di manutenzione, di una modalità particolare di pagamento estremamente funzionale alle esigenze del cliente (es. pay per use, pay per performance), di un servizio di formazione tecnica, etc. 

Si tratta di strategie di differenziazione dalla concorrenza di cui si ha la prima evidenza già negli anni ‘70 quando la Bristol Siddely Engines, acquisita da Rolls-Royce (aircraft and marine engines) Lancia un business model «pay-per-flying-hour contacts» anziché vendere aeromobili. Seguono, per notorietà, negli anni ‘90  IBM passa dalla vendita di  hardware alla vendita di servizi di Information Technology e Xerox che, anziché vendere fotocopiatrici offre un pay-per-use services (case pay-per-Copy) 

Pare che ad averne la paternità della parola siano stati Sandra Vandermerwe e Juan Rada quando nel 1988 nel European Management Journal fu pubblicato il loro articolo “Servitization of Business: adding Value by adding Services”.

Quello che oggi c’è di nuovo non è quindi la servitizzazione quanto la digitalizzazione e connessione e questo sta portando una vera e propria rivoluzione nel paradigma economico.

Se introduciamo le opportunità derivanti dalle tecnologie 4.0, in particolare relative agli smart product, allora ci troviamo di fronte ad un’accelerazione nella capacità di raccogliere ed elaborare i dati relativi alle performance del prodotto, alle abitudini di utilizzo da parte dei clienti, alle aspettative ed ai bisogni individuali e, parallelamente, alla possibilità di offrire un adattamento del prodotto stesso. IA, Big Data, predictive maintenance… solo per fare degli esempi.

Si tratta di un’opportunità strategica per favorire la competitività delle Aziende manifatturiere che possono beneficiare di maggiori marginalità tipiche dell’offerta di servizi ed allo stesso tempo possono costruire barriere competitive sui clienti nei confronti dei player esterni al proprio mercato. La servitizzazione digitale (ci piace chiamarla servitizzazione 4.0) può inoltre favorire le aggregazioni con altri attori, sia con specializzazioni proprio nelle tecnologie 4.0 sia in una logica di economia circolare e sharing economy.

Quali sono le differenze tra Servitization Manager e Innovation Manager?

La figura dell’Innovation Manager, prevista nella legge di bilancio 2019, è ritenuta decisiva per la creazione di un percorso di innovazione nelle aziende del futuro.

È infatti l’Innovation Manager che contribuisce all’accelerazione tecnologica di un’azienda e ne guida il cambiamento al fine di aumentarne la competitività.

Il Servitization Manger conosce le tecnologie e le innovazioni 4.0 e concentra tutta la sua attenzione nell’utilizzare tali tecnologie per raccogliere maggiori informazioni sul cliente (empatia 4.0) e nel progettare dei prodotti servizi quanto più vicini alle reali necessità del cliente. Poi pianifica le strategie di lancio nel mercato di tali prodotti-servizi e accompagna l’implementazione delle stesse intervenendo a supporto degli altri soggetti coinvolti.

È una figura strategica soprattutto per le aziende manifatturiere in quanto ha le conoscenze e competenze che normalmente sono assenti in tali aziende, tradizionalmente focalizzate sull’eccellenza di prodotto.

Grazie al Servitization Manager l’azienda viene accompagnata in un cambiamento strategico da azienda “orientata al prodotto” ad azienda “orientata al cliente” e questo non solo nell’implementazione del nuovo modello di business ma anche nell’adozione delle tecnologie necessarie.