Il passaggio generazionale rappresenta un momento delicato e cruciale della vita di un’azienda in quanto, se non gestito correttamente, può mettere a rischio la continuità aziendale.
La successione non riguarda solo trasferimenti di quote o di cariche, ma anche di know how e di valori, di relazioni, di conoscenze e competenze aziendali.
Che si tratti del classico passaggio generazionale da padre al figlio, o il subentro di un management già operante nell’impresa, oppure l’ingresso di soggetti esterni, il ricambio richiede una seria programmazione basata su criteri condivisi e accettati da tutti, che favorisca il graduale ingresso degli eredi in ottica di continuità, la loro progressiva assunzione di responsabilità ed una accurata valutazione delle competenze e capacità gestionali di ognuno.
Nonostante negli ultimi anni ci sia stato un aumento di consapevolezza, il problema del passaggio di consegne viene ancora sottovalutato dalla maggioranza degli imprenditori italiani che, se interpellati, prevedono di affrontare il tema con un approccio “ci penserò quando sarà il momento” e non, invece, attraverso un processo di pianificazione strategica.Il processo per governare il passaggio generazionale deve essere organizzato e strutturato frutto di una pianificazione ragionata al fine di porre in essere tutte le azioni necessarie per preservare il valore aziendale che dovrà essere trasmesso.
Il passaggio generazionale implica, inoltre, anche un cambiamento di cultura. E’, infatti, l’occasione per modificare “il proprio modo di fare impresa”; l’imprenditore-fondatore e i giovani imprenditori devono trovare un equilibrio tra la stabilità della tradizione aziendale e i nuovi modi di “fare impresa”.
Diventa per questo necessario pianificare la successione per tempo e gestirla in modo strategico, per permettere all’impresa di competere e crescere con successo, garantendo la continuità senza snaturare il carattere familiare del business.