Digital servitization: dal prodotto alla relazione, una trasformazione necessaria

Il termine servitizzazione racchiude oggi molte più sfumature di quanto possa sembrare a prima vista. Non è solo un neologismo di tendenza né una semplice evoluzione tecnologica: è un cambio di paradigma che ridefinisce il modo in cui le aziende creano valore, spostando il focus dal prodotto al cliente e dalla transazione alla relazione.

Grazie alla diffusione dell’IoT, alla maturità del digitale e all’accesso sempre più semplice ai dati, la digital servitization ha trovato il terreno ideale per svilupparsi. Ciò che un tempo appariva pionieristico sta diventando progressivamente un tema concreto e strategico per aziende di ogni dimensione, dalla grande industria alle PMI. Come già accaduto per altri trend digitali, la vera sfida oggi non è tanto “se” affrontare la servitizzazione, ma “come” farlo in modo consapevole.

Avviare un progetto di servitizzazione significa ripensare il modello di business, i processi interni, la cultura aziendale e il rapporto con clienti, partner e reti di vendita. Non esistono ricette universali: alcune aziende adottano un approccio visionario, altre più prudente o reattivo. Ciò che accomuna i percorsi di successo è la capacità di partire dall’ascolto del cliente, di costruire una visione condivisa all’interno dell’organizzazione e di considerare la tecnologia come un abilitatore, non come il fine ultimo.

In un contesto di crescente complessità e pressione competitiva, la digital servitization rappresenta anche un potente strumento per allineare innovazione, sostenibilità e crescita nel medio-lungo periodo. Non solo nuovi ricavi, ma nuove relazioni di valore, capaci di distinguere davvero le aziende che guardano al futuro.

Leggi l’articolo completo a pag.64 della rivista TeMA:
https://www.cuoa.it/wp-content/uploads/2025/12/TeMa3-2025.pdf#page=64


Claudio Danelutto
Business Development e Servitization Manager Certificato CEPAS – Bureau Veritas