Qualche giorno fa abbiamo intervistato Lorenzo Braida, responsabile commerciale per i complementi d’arredo e figlio di imprenditori che hanno operato nel settore della sedia per oltre 40 anni. Assieme al padre Marino e al fratello Marco è socio dell’azienda Braida Srl SB creata da persone con ventennale esperienza imprenditoriale nel settore arredamento.

Braida Srl SB è un’azienda che opera nel Nordest dell’Italia, a Manzano, specializzata nel settore contract ma risponde anche alle necessità di chi richiede una produzione in piccola serie.

In questa intervista Lorenzo ci parlerà dei nuovi progetti attivati grazie anche alle strategie di servitizzazione.

 

Lorenzo Braida, chi è Braida Srl SB e cosa fate?

Siamo sviluppatori tecnici e produttori di sedute per il mondo contract, cioè hotel, navi, ristoranti, musei e qualsiasi settore collegato alla comunità e alla collettività. Sviluppatori perché collaboriamo con progettisti e produttori di mobili per realizzare dei prodotti su commessa o su disegno, che è la nostra specialità.

Marco ed Alex si occupano della parte tecnica e di industrializzazione, io ed Elena della gestione della parte commerciale e amministrativa. E poi c’è nostro padre Marino che con i suoi 65 anni di esperienza nel settore della sedia (avendo cominciato quando aveva 14 anni!) collabora ancora dispensando utili consigli e controllando ogni singola fase di produzione.

 

Come è stato il 2020 per voi?

Il 2020 è stato durissimo, perché abbiamo sofferto molto il lockdown. Lavorando prevalentemente per strutture alberghiere e navi, ci siamo ritrovati a un certo punto fermi.

Avevamo due scelte:

quella di chiudere subito e limitare i danni perché era evidente che le ripercussioni sarebbero state notevoli, o quella di provarci e proseguire; abbiamo scelto la seconda, che forse era la più difficile ma ci ha dato nuovo entusiasmo nel portare avanti alcuni progetti già iniziati nel 2019 diventati attualissimi nel 2020.

 

Abbiamo sentito parlare di progetti di economia circolare, di cosa si tratta?

È stato un percorso cominciato diversi anni fa; nel 2017 ci siamo certificati FSC (Forest Stewardship Council) grazie al supporto del Cluster Arredo e ci siamo accorti che alcuni dei nostri prodotti e servizi erano già sostenibili, perché abbiamo sempre offerto la possibilità di sostituire anche i soli componenti usurati, come ad esempio per le scocche in multistrato, la cui verniciatura e/o tessuto nel corso del tempo subisce qualche danneggiamento. 

Non abbiamo mai imposto ai nostri clienti di comprare prodotti nuovi ma ci siamo sempre resi disponibili a sostituire oltre alla scocca, fusti o altri componenti.

Questo è stato un modo per cominciare a ragionare in modo diverso, grazie anche all’interazione con clienti svedesi, la cui la sensibilità verso l’ambiente è molto alta.

Abbiamo ottenuto per alcuni nostri prodotti una certificazione importante, “Moebelfakta”, che richiede non solo una qualità del prodotto, ma anche il rispetto per l’ambiente, etica e responsabilità sociale, e questo permette di vendere alla pubblica amministrazione in Svezia.

Abbiamo continuato verso questa direzione e nel 2019 abbiamo presentato un progetto al bando SIAA (Social Impact for Alpe Adria Region) che si basava su concetti di sostenibilità e responsabilità sociale; abbiamo unito il nostro modo di lavorare e l’esperienza dell’ecosostenibilità maturata nel corso degli anni. 

Il 6 maggio 2020, abbiamo scoperto che il nostro progetto era stato selezionato per la fase di accelerazione e questo ci ha dato lo spirito per continuare nonostante le numerose difficoltà di quest’anno. 

Abbiamo anche creato una collezione di prodotti anti-Covid, quali schermi protettivi realizzati con strutture di legno e altri materiali completamente riciclabili. 

A conferma del nostro impegno, a ottobre 2020 siamo diventati, e siamo orgogliosi di essere, la prima azienda ad aver compiuto questo passo nel settore della produzione di arredi. Stiamo ora proseguendo questo percorso, un progetto messo per iscritto nel 2019, iniziato ormai parecchi anni fa, di un’attualità incredibile.

 

E riguardo alla servitizzazione?

La servitizzazione è molto legata al concetto di ecosostenibilità, perché far durare di più un prodotto significa essere sostenibili. Se un prodotto dopo tre anni, alla scadenza della garanzia è da buttare, di sicuro non è ecosostenibile anche se realizzato con materiali sicuri. 

Vediamo la servitizzazione come l’opportunità di far durare a lungo i prodotti nel tempo abbinandoci un servizio di manutenzione, e se questo viene fatto con le tecnologie che abbiamo a disposizione oggigiorno si può arrivare davvero a prodotti eccezionali.

 

Quali sono i vostri progetti per il 2021?

In questo momento stiamo lavorando su più fronti, sulla parte dell’ecosostenibilità, su quella sociale e su quella di servitizzazione e tecnologica. Ci sono alcune novità importanti che ancora non possiamo svelare, però la direzione è quella. Ora che ci siamo presi l’impegno, diventando Società Benefit e scrivendolo sul nostro statuto e sul bilancio di sostenibilità, è una strada che dobbiamo percorrere assolutamente.

Scrivi per informazioni, saremo lieti di risponderti.

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