Il 2020 doveva essere un anno di epocali cambiamenti nel quale una di quelle decisioni definite “a tratto di penna” (ossia non frutto di una scelta collettiva ma di una decisione imposta, in questo caso dal governo) avrebbe introdotto all’interno di una gran parte delle aziende Italiane, ivi comprese le PMI, una funzione tanto necessaria quanto sottovalutata: il Controllo di Gestione.

Mi riferisco al tanto citato “Codice della crisi d’impresa” (D.Lgs 12 gennaio 2019,). Le imposizioni inserite all’interno del codice in oggetto costringevano di fatto le aziende a munirsi di “misure idonee” e “assetti organizzativi adeguati” alla “tempestiva rilevazione” dello stato di Crisi.

Per poter far fronte a quanto richiesto e monitorare la situazione relativa agli indicatori principali della crisi:

  • Assetto organizzativo adeguato (imprenditore collettivo)
  • Misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi (imprenditore individuale)
  • Gli indicatori primari (Patrimonio netto e DSCR)
  • Gli indicatori residuali su base storica

risultava necessario dotarsi di un “Misuratore di performance aziendali predittive” ergo di un Controller.

Come S&C eravamo già pronti a sostenere le imprese in questo epocale passaggio generazionale ove si diceva alle PMI che gli Indici Storici erano come bravi coroner atti a evidenziare l’accaduto mentre a loro servivano bravi diagnosti che riuscissero, sulla base di indicatori Lead, a fornire dati certi / o presumibilmente certi, per guidare l’azienda fuori dalla crisi.

Ecco tutto questo fino al fatidico mese di marzo 2020 quando un elemento tanto piccolo quanto spaventoso fa capolino dal lontano oriente e arriva in Europa. Senza dilungarsi su un argomento ormai conosciuto voglio soffermarmi su quanto ha imposto a livello Governativo:

Emergenza Covid-19: ll nuovo decreto ha rinviato integralmente l’entrata in vigore del d.lgs. n. 14/2019 inizialmente prevista per il 15 agosto 2020 per consentire a tutti i soggetti coinvolti di continuare ad operare secondo una disciplina consolidata e per permettere al sistema economico di superare la fase più acuta dell’emergenza economica.

Articolo di riferimento (Fonte).

Temo che la situazione contingente riporti tutto a prima del D.lgs 14/2019. 

Certo la situazione in essere è tragica dal punto di vista economico ma, non attuando la procedura prevista, non solleciterà le Imprese Sopravvissute ad adottare assetti organizzativi misure idonee.

Quindi un decreto che, anche alla luce della situazione attuale, era uno stimolo a cercare misure idonee ed assetti adeguati dal giorno 1 post riapertura, allo stato attuale viene parcheggiato affidandosi nuovamente al Buon Senso degli imprenditori. 

Cambiano sicuramente le regole del gioco e servirà non solo la lungimiranza dell’imprenditore ma anche la capacità di chi lo affianca di fargli capire che per Preservare la Cassa, i Clienti e i Fornitori bisognerà intervenire sui processi aziendale rendendoli più “snelli” in modo da far pagare al cliente solo quello che ritiene opportuno e soprattutto permetta una riduzione degli sprechi interni che si tramuterà in una riduzione dei costi e nella preservazione della cassa.

Quanto detto non è altro che il fulcro di quella che possiamo definire la filosofia lean o, come dicono gli anglosassoni il “Lean Thinking”

Nel prossimo articolo parleremo del pensiero snello applicato in azienda per generare valore per l’impresa e per il cliente, come ottimizzare le risorse e quali sono le forme di spreco rilevate nei processi aziendali. Restate collegati!

Brian Del Lotto
Controllo di gestione e Analisi Processi

 

Photo by Mitchel Boot on Unsplash

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