Tra le varie misure introdotte fin da subito all’inizio di questa crisi calamitosa troviamo la sospensione dei finanziamenti bancari, misura introdotta fin da subito, a partire da marzo 2020, per dare sostegno alle singole attività che sono state obbligate a chiudere e all’imprenditore che in quel momento si trovavano già in una prima fase di difficoltà finanziaria.

Questo congelamento ha portato però in secondo piano l’entrata in vigore della nuova definizione di default che è valida a partire dal 1 gennaio 2021, notizia che è stata riportata anche dalla stampa ma in modo poco chiaro tant’è che Banca d’Italia è intervenuta per fare quella chiarezza necessaria rispetto a questa introduzione.

Default per Banca d’Italia si ha in due casi:

  • il primo, la banca giudica improbabile l’adempimento o l’adempienza del debitore, quindi dell’azienda, senza riscuotere le garanzie; garanzie che ricordiamo in realtà non amplificano il merito di credito del debitore dell’impresa, ma è solamente una misura straordinaria che la banca attiva nel momento in cui si verifichi l’inadempimento.
  • Il secondo, invece, prende in considerazione giorni ed importi di arretrato. Si ha default quando ci sono almeno 90 giorni di arretrato consecutivi nel pagamento di un’ obbligazione rilevante.

 

Quando un’obbligazione è rilevante?

Due sono le caratteristiche che definiscono un obbligazione rilevante:

  • La soglia assoluta
  • La soglia relativa

La soglia assoluta si ha quando ci sono arretrati di importo maggiore ai 100 € per le posizioni di dettaglio (privati e Piccole e Medie imprese) oppure superiori ai 500 € di arretrato per le posizioni diversi dal dettaglio.

La soglia relativa circoscrive l’obbligazione verso la singola controparte. Diventa rilevante quando l’arretrato supera l’1% dell’esposizione complessiva verso una controparte.

 

Che cos’è Piccola e Media impresa per Banca d’Italia?

Non è piccola media impresa, l’impresa, così definita dal regolamento del 2003, ma è l’impresa che ha un esposizione nei confronti dell’istituto o del gruppo bancario inferiore al milione di euro o che non ha un fatturato superiore al milione.

Quindi Piccola media impresa è diversa dal regolamento europeo e dalla normativa di vigilanza.

Un’ulteriore novità introdotta consiste nel divieto di compensare gli importi scaduti con le linee di credito aperte ma non utilizzate. Si cerca così di interrompere circoli viziosi di debito e di non sostituire debito con altro debito ma piuttosto di rimborsarlo.

Questo lo trovo in linea anche con la riforma del Codice della Crisi di Impresa, che cerca di anticipare le crisi piuttosto che gestirle una volta accadute.

Nella comunicazione alle banche, Banca d’Italia invita a segnalare ai clienti le posizioni a maggior rischio di classificazione di default.

L’impresa, dal canto suo, in realtà. Può già attivare degli strumenti di pianificazione finanziaria come budget finanziario o piano di tesoreria e per anticipare eventuali tensioni nella gestione della cassa aziendale.

Tommaso Cuzzolin ci spiega nello specifico la nuova definizione di default che è valida a partire dal 1 gennaio 2021

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